Terra, madre di un'antica cultura |
Sono passati 3000 anni da quando la civiltà orientale ha lasciato le prime tracce dell'esistenza di rudimentali campane, anche se è lecito attribuire a S. Paolino, Vescovo di Nola, tale scoperta avvenuta presumibilmente intorno al V secolo d.C. Anche oggi, come allora, il metodo della "fusione in terra" resta concettualmente invariato, sebbene, grazie a moderne attrrezzature, sia stato possibile sollevare l'Uomo dalle fatiche del lavoro manuale. Il procedimento sul quale si basa la costruzione della campana è essenzialmente composto da tre fasi: la preparazione di un maschio, di un modello e di una camicia; il tutto, collocato dentro ad un'apposita fossa, una volta interrato, raccoglierà il bronzo fuso e solo dopo un'abbondante periodo di raffreddamento naturale, sarà possibile estrarre la campana per la pulitura. La lavorazione delle campane comporta, come già osservato, la preparazione del modello (in argilla) sul quale trovano disposizione ornati, immagini e diciture, composte con della cera a perdere; questa fase, più artistica che tecnica, darà alla campana un'identità propria e personale. L'aspetto musicale, certamente non meno importante, riguarda la perfetta intonazione armonica di più campane (concerti); infatti ogni campana suona con una nota ben precisa, proprio come uno strumento musicale, mentre la timbrica è determinata sia dalla qualità della lega che dal profilo della sagoma. Il fascino legato a questa attività è certamente unico, in essa si fondono componenti tecniche artistiche e religiose già comuni alle espressioni di uomini illustri che, nei secoli, hanno segnato il cammino della nostra civiltà ma è nella terra, madre di millenaria cultura, che si cela il segreto dell'arte del nostro lavoro. |
